
Micropaesaggi
Micropaesaggi
Fotografia, installazione video, tecniche miste e colture
I micropaesaggi sono geografie post-naturali che emergono da un esercizio di paesaggismo speculativo. Attraverso la distorsione della tecnica scientifica della coltivazione in piastre di Petri, questa pratica propone la creazione di paesaggi divergenti su scala microscopica. In essi, i territori vengono ricostruiti a partire da frammenti di ambienti fisici o affettivi, dando conto delle organicità, dei legami, dei resti e delle memorie che in essi si attivano.
I micropaesaggi funzionano come uno strumento per narrare gli spazi a partire dalle relazioni invisibili di chi li abita, orientando lo sguardo verso ciò che sfugge alle rappresentazioni normative dello spazio e delle relazioni interspecie. Questa pratica distorce una tecnica scientifica originariamente destinata a coltivare organismi con fini definitori — isolare e classificare i campioni biologici — e la riorienta verso la creazione di paesaggi speculativi che traboccano in ecologie promiscue e deviate.
Il micropaesaggio invita ad attraversare le scale come metodo di ricerca e di fabulazione critica. Da questa prospettiva, le relazioni tra i diversi elementi che costituiscono tali territori si torsionano, e la separazione tra organico e artificiale si sfuma fino a rendere impossibile discernere ciò che precede e ciò che segue una natura già intervenuta da molteplici agenzie.
In questo modo, si rivendica la capacità generativa — e rigenerativa — degli assemblaggi post-naturali di dare origine a nuove configurazioni che integrano entità biotiche e abiotiche. Queste configurazioni incarnano modalità di abitare il pianeta nel suo momento attuale: una realtà in cui tanto i nostri corpi quanto gli ecosistemi che attraversiamo sono costantemente modulati da agenti sintetici che riconfigurano le nostre biologie ed ecologie.
Earth-embodied microlandscapes
Installazione video
Un micro-paesaggio è un luogo sospeso, composto da esistenze improbabili e divenire divergenti. Temporaneamente confinato entro i limiti della materia organica che cresce, cambia e si decompone, è segnato dalla propria impermanenza. Rappresenta geografie di corpi in potenza, sfidandone le condizioni di normatività in un ambiente emergente.
In Earth-embodied microlandscapes, questi territori vengono ricostruiti attraverso la memoria del frammento, che si attiva quando si unisce ad altri frammenti della realtà. Così facendo, esplorano una nuova condizione post-naturale all'interno dell'artificio, generando paesaggi speculativi di esistenze e relazioni che suggeriscono nuovi scenari di possibilità. L'indeterminatezza di ciò che cresce e si sviluppa nel micro-paesaggio evoca la capacità degli organismi di adattarsi a un ambiente in trasformazione. All'interno della fragilità di un micro-ecosistema in costante cambiamento, il micro-paesaggio dialoga con la propria impermanenza.
Scheda tecnica
Titolo: Micro-paesaggi incarnati nella Terra
Autrice: Marzia Matarese
Anno: 2024
Medium:
Installazione video digitale a due canali
Specifiche:
L'installazione video consiste in due video con audio (l'audio è lo stesso per entrambi i canali). Le proiezioni possono essere posizionate su superfici giustapposte od opposte (in quest'ultimo caso, l'intenzione è creare uno spazio che il pubblico possa attraversare). Le due proiezioni devono essere riprodotte in sincrono per far coincidere l'audio.
Trascrizione dell'audio della voce fuori campo:
It took side-glancing to see it emerge, some distancing in order to zoom in.
That landscape slowly coming to life as the embodiment of their desire to sprout.
Transform, digest, excrete, and reproduce.
An open body made of fields of possibility, stretching to host more and more bodies as they wake up to consciousness.
Transform, digest, excrete, and reproduce. Again. Over and over.
As a thriving mat of fuming exhalations, uttering their own terms.
We were born from scum, from the fragments of what you failed to acknowledge and was thus left behind.
We are the child of a bastard matter, a disorderly and dissident recomposition against the order you believed to be natural.
A provocative, mocking recomposition.
Our existence lies in the tearing meaning given to a new world, futures hijacked along the trails of a stuttering and unpredictable evolution, reclaiming an unimaginable future.
We are the not-only child of what you couldn’t domesticate, of what you couldn’t destroy, hide, annihilate.
We are the body beyond the human, a body shaped by its own territory.
Bodies distributed in constant mediation between themselves, with themselves. In constant negotiation with the territories they occupy and by which they are occupied.
Bodies that grow by feeding on other bodies, feeding on each other. In the constant creation of new life and new meaning through asexual reproduction.
Nonlinear flesh, flashing glimpses of stolen inheritance.
We metabolize each other, if possible, whenever possible, wherever possible.
We metabolize each other.
Anarchivi Holobionti
Come strumento di ricerca, Anarchivi Holobionti permette di elaborare mappe di esperienze collettive, in modo situato e da un approccio relazionale. Questa metodologia affronta la micropolitica degli affetti, la memoria collettiva, i danni storici ed ecologici, le relazioni multispecie e i legami tra un corpo collettivo e il suo territorio, adottando una prospettiva non-antropocentrica, transecofemminista e queer.
Fotografia di Luna Coppola. Workshop con Arquea Colectivo a Einxs Pro.